Risparmio Fallito

scritto da gintonic76 il mercoledì, 31 ottobre 2007,08:30
Le dimensioni del callasso dell'econmia nazionale sono fumose e nascoste e non si riescono ad intravvedere chiaramente a causa del chiacchericcio tutto italiano fatto di legge elettorale, di maggioranza e minoranza, di why not o because of, di grandi riforme , di cui come minimo si parla dallo scoppio di tangentopoli in poi, un giorno si e un  giorno anche, e che però non arrivano mai. Come i trani italiani che in 20 anni mediamente hanno rallentato la loro corsa di circa 20 minuti.
Ma ogni tanto a parte gli appelli ecumenici di Draghi o lo strombazzare di qualche sindacalista , l'iceberg minaccioso della crisi economica si intravede chiaramente.
Ecco questo articolo tratto da Pronto Consumatore.
Una piccola chiosa: una volta assieme a Giapu eravamo un Paese di formiche. Adesso pare che siamo diventatitutti cicale. Alè!

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ARTICOLI
83esima Giornata Mondiale del Risparmio con la consueta indagine Acri-Ipsos


Cresce in Italia il numero di famiglie che si dichiarano in difficoltà: sono passate dal 32% del 2006 al 38% del 2007. E’ uno dei dati che emergono da una ricerca svolta dall’Acri, l’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio, in collaborazione con Ipsos in occasione della 83esima Giornata Mondiale del Risparmio.

In occasione della 83esima Giornata Mondiale del Risparmio, l’Acri, l’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmi, ha svolto la sua consueta indagine sugli italiani e il risparmio, realizzata in collaborazione con Ipsos, dalla quale emerge che nel nostro Paese aumentano le famiglie in difficoltà economica e cresce un latente pessimismo. Da alcune delle risposte raccolte nel corso dell’indagine emerge che “la debole svolta ottimista registrata nel 2006 è svanita e aleggia un pessimismo quasi rassegnato, alimentato anche da timori per l’andamento dell’economia internazionale”.


Stando al parere espresso da una significativa maggioranza degli intervistati, il Paese non pare attrezzato a far fronte all’emergenza e sono in aumento le famiglie che si dichiarano in difficoltà: quest’ultime sono infatti passate dal 32% del 2006 al 38% del 2007. In un anno, prosegue la ricerca, diverse persone che conducevano tranquillamente la propria vita si sono trovate a fronteggiare una situazione che, se non è proprio di crisi, le preoccupa. Il 20% degli intervistati si è visto costretto a intaccare i propri risparmi contro il 18% che avevano fatto questo lo scorso anno. L’incertezza e le difficoltà economiche si riverberano sull’atteggiamento nei confronti del risparmio e si riduce sempre di più la quota di coloro che riescono a risparmiare: dal 37% al 33%.


Altri dati significativi che emergono dall’indagine sono sia quello relativo alla crescita del numero degli italiani che non riescono a vivere tranquilli se non mettono da parte qualche cosa: sono il 43% contro il 26% del 2001. Dal 2001 a oggi sono cresciute del 2% all’anno le famiglie in “saldo negativo”, ossia che ricorrono a prestiti o ai risparmi accumulati per tirare avanti, con la conseguenza che nei sette anni intercorsi queste famiglie in sofferenza economica sono più che raddoppiate fino a raggiungere quota 27%. Si conferma una costante propensione alla liquidità, che caratterizza quasi due italiani su tre: un atteggiamento legato alla bassa fiducia attuale e in prospettiva di molti nei confronti delle leggi e dei regolamenti in materia di tutela del risparmio.


Infine, per quest’anno, si registra anche una diminuzione di attrattività degli investimenti nel 'mattone' (quelli che lo preferiscono sono scesi in dodici mesi dal 70% al 55%) cresce altresì la tendenza ad investire in strumenti finanziari considerati più sicuri: titoli di Stato, certificati di deposito, obbligazioni e libretti di risparmio. Tra le cause di tale situazione, la ricerca pone il combinato aumento dei costi delle case con i cresciuti tassi di interesse. "

categoria: economia
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Le Banche Si Rifanno il Look

scritto da gintonic76 il martedì, 30 ottobre 2007,09:04
Le Banche tentano di rifarsi il look e sembrare diverse da quelle che sono. In questa operazione smacchiacoscienza, il leader tra i leader, è certamente Corrado Passera, ad di Banca Intesa, che riuscì a suo tempo, con il varo del conto Bancoposta,  a sconvolgere la sicurezza che gli investimenti postali fin dal dopo guerra avevano  costituito per i risparmiatori. Le Poste cominciarono a vendere obbligazioni strutturate e uno che avesse comprato i Buoni Fruttiferi Postali sarebbestato scambiato per pazzo. Con buona pace di pensionati e fascie socialmente deboli. Io non credo a banche etiche, perchè è una contraddizione in termini così come lo è il parteggiare per uno stato etico. L'etica, la morale risiede nella sfera individuale e comportamentale; non nel capitalismo e nell'economia dei soldi e del potere.
categoria: economia, abc dei valori
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La Prossima Crisi Economica

scritto da gintonic76 il giovedì, 25 ottobre 2007,07:18
Fonte Tgfin.
Qui sotto riporto l'articolo in questione, premettendo una mia riflessione. Fra un anno e poco più ci sarà un modo diverso di classificare e vendere le case. Ciò avverrà in base a criteri ambientali, come la capacità di isolare dal freddo o dal caldo, di consumare poco combustibile , di avere pannelli per la produzione di acqua calda o energia elettrica. Tra l'altro queste misure sono già troppo tardive. Ma insomma meglio tardi che mai. Tuttavia questa misura virtuosa porterà con sè una funesta conseguenza.
Molte case comprate a prezzi folli in questi anni, ma costruite con criteri "vecchi" rispetto alle classificazioni richieste dalle nuove norme, saranno inevitabilmente svalutate. In questo modo la gente che ha speculato nel settore edilizio si prenderà, giustamente, una bella bastonata nei denti; ma chi, invece, ha fatto un mutuo, un prestito, un finanziamento per realizzare il suo sogno, per farsi una bella casa, ebbene questi ultimi si vedranno svalutare le proprie abitazioni sotto gli occhi. Con un senso di amarezza e frustrazione enorme, per aver, col senno di poi, strapagato un cosa che non valeva il prezzo di mercato. E da qui ci sarà un'ondata di sfiducia e di insolvenze. E allora le banche si troveranno di noi sotto il tiro di piccoli e grandi default, di insolvenze più o meno gravie ancora una stretta violenta attanaglierà il settore drogato del credito.

"Casa: i prezzi salgono ancora

In tre anni sono cresciuti più del 25%

I prezzi delle case salgono, ma frenano le vendite. Con una quotazione media arrivata a 1.518 euro al metro quadrato sul mercato immobiliare, le quotazioni del mattone in Italia continuano a salire, seppure a un ritmo più contenuto rispetto al passato. Ma di case se ne vendono sempre meno. Forse proprio perchè, tra prezzi alle stelle e mutui sempre più cari, l'acquisto dell'immobile sta sempre più diventando una chimera per tanti.

A soffrirne di più sono sicuramente i giovani, che infatti fanno una grande fatica a conquistare l'autonomia economica, tra costo della vita sempre più alto e mercato del lavoro sempre più fondato su stipendi bassi e precariato.

I prezzi delle case, seppur in frenata rispetto al passato, hanno mantenuto infatti un ritmo molto sostenuto e ben al di sopra dell'inflazione, se soltanto nel primo semestre dell'anno l'aumento si è attestato al 2,8% rispetto al semestre precedente e al 6,6% rispetto ai primi sei mesi del 2006. Un rallentamento però rispetto al secondo semestre scorso, quando si era registrato un +3,7% semestrale e un +8,8% annuo. Ma nell'arco di tre anni, la corsa del mattone ha messo a segno una crescita a due cifre. A dirlo sono gli ultimi dati dell'Osservatorio del mercato immobiliare, pubblicati dall'Agenzia del territorio.

Dal 2004 a oggi, l'aumento complessivo delle quotazioni nei capoluoghi italiani è stato pari al +26,5%, superiore a quello di cui sono stati protagonisti i comuni non capoluogo, dove si è registrato un +23,2%. A farne maggiormente le spese, però, sempre negli ultimi tre anni, sono state le grandi città, con oltre 250mila abitanti, dove i prezzi delle case sono aumentati del 31% nel confronto tra il primo semestre 2004 ed il primo semestre 2007, mentre nei comuni fino a 5mila abitanti si è registrata, nello stesso periodo, una crescita pari al 17,6%, come ha affermato il direttore dell'Osservatorio, Gianni Guerrieri, nel corso della presentazione della nota semestrale.

A spiegare la frenata del mercato segnalata nel primo semestre dell'anno è il confronto con la decisa crescita del periodo precedente. In particolare, ha infatti rilevato l'Osservatorio, il rallentamento delle quotazioni residenziali è "più sensibile" per i capoluoghi che pure hanno registrato un incremento pari al 6,9% su base annua (contro un +10,5% nel secondo semestre 2006), mentre nei comuni non capoluogo sono aumentate del 6,4% su base annua (+8,1% nel secondo semestre 2006).

Ma di case se ne vendono poche. Contrario all'andamento dei prezzi è infatti il trend relativo alle compravendite, risultato negativo in tutti i settori, compreso quello delle abitazioni. Nel primo semestre dell'anno, sempre sulla base dei dati dell'Omi, il settore residenziale con 412.774 transazioni ha infatti registrato un calo del 3,4% rispetto al primo semestre del 2006 (il decremento comunque più contenuto rispetto agli altri settori, come quello terziario, commerciale e produttivo); il volume complessivo delle compravendite è stato invece di 884.442 transazioni con una diminuzione pari al -3,9%, su base annua.

Questi dati, ha sottolineato Guerrieri, "fotografano una inversione di ciclo già preannunciata, che si riflette innanzitutto sulle compravendite e poi sui prezzi, per i quali si assiste ad un lieve rallentamento del tasso di crescita, che comunque resta positivo".

Nel dettaglio, le compravendite sono risultate in "sensibile calo" nei capoluoghi, con un decremento indistinto per area geografica intorno al -7% su base annua. Tale tendenza negativa è ancora più accentuata nelle principali grandi città (per le quali si è registrata una variazione media pari al -9,7%), con un calo delle transazioni che va dal -14,2% di Napoli, al -13,5% di Milano e al -10,1% di Roma. Unica città con segno positivo, Torino (+0,5%).

Per la seconda parte dell'anno, è comunque atteso, secondo la previsione formulata dallo stesso Osservatorio, un recupero del volume delle transazioni, che nel 2007 dovrebbe quindi arginare il calo ad un -1,2% nel settore residenziale sul 2006. Ecco una tabella che riassume l'andamento delle compravendite nelle maggiori otto città italiane registrato nel primo semestre dell'anno, rispetto al primo semestre del 2006.

CITTA'       VAR.% COMPRAVENDITE I SEMESTRE 2007-I SEMESTRE 2006
----------------------------------------------------------------
ROMA -10,1
MILANO -13,5
TORINO +0,5
NAPOLI -14,2
GENOVA -11,9
PALERMO -13,7
BOLOGNA -9,7
FIRENZE -3,1
----------------------------------------------------------------"
TOTALE -9,7
categoria: economia
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La Mafia ed il Pil

scritto da gintonic76 il martedì, 23 ottobre 2007,07:49
Il Corriere della Sera riporta un allarme della Confesercenti secondo il quale l'economia mafiosa starebbe benissimo. La più grossa fetta dell'economia nazionale è mafiosa. Ed il 7% circa del PIL. Del resto quando la mafia non parla, non uccide, non bombifica - mettere le bombe , nuovo neologismo mio - da qualche parte, si può stare tranquilli che le cose per lei stanno andando alla grande e che il business malavitoso è più vivo che mai.
Aggiungo che si parla solo di mafia in questo rapporto. Non distinguendo gli introiti che  possono accampare organizzazioni criminali mafiose come la Camorra, la Sacra Corona Unita, o la potentissima, pericolosissima , ed impenetrabile - non ci sono pentiti significativi di questa organizzazione - N'drangheta che come fatturato è più grande della stessa Cosa Nostra. Ecco un motivo in più perchè uno Stato serio dovrebbe porre come primo obiettivo non le tasse, le leggi elettorali, o la par condicio, bensì la sicurezza. Ecco perchè la politica italiana nei prossimi anni, sarà gioco forza che svolti a destra.
categoria: economia, societĂ 
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Sui Derivati

scritto da gintonic76 il lunedì, 22 ottobre 2007,08:00
Per tutti coloro che avessero perso la puntata di Report di Domenica scorsa cliccate qui per rivederla.
categoria: economia, societĂ 
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Petrolio Su

scritto da gintonic76 il mercoledì, 17 ottobre 2007,07:25
Questa notizia di ieri è già vecchia. Oggi ha già sfondato la barriera dei 88 dollari a barile. Intanto Mario Draghi avverte che  la crescita dell'economia italiana va troppo a rilento. E la finanza pubblica sta facendo troppo poco.
categoria: economia
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Il Costo del Pane

scritto da gintonic76 il martedì, 02 ottobre 2007,09:09
E' una vera vergogna che il pane costi 3 Euro al chilo.Che ci vuole per fare il pane ? Acqua, Farina, Lievito, e poco altro. E nessuno fa nulla. In nome del guadagno.
Ci hanno aumentanto il latte, anch'esso un bene di prima necessità.
Dopo che l'Unione Europea ha detto ai nostri contadini di chiudere le stalle perchè ne producevamo troppo. Ora in Europa il latte manca e siamo costretti ad importarlo.
Che Globalizzazzione gestita da una banda di mascalzoni che ci vogliono strangolare economicamente.
categoria: cultura, economia
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Flat Tax

scritto da gintonic76 il martedì, 21 agosto 2007,11:59
Flat Tax Alvin Rabushka è economista americano che ha per primo introdotto concettualmente il sistema della Flat Tax . In sostanza la macchina statale può mantenersi attraverso la riscossione di Tasse ed Imposte, oltrechè attraverso  i Contributi.
Le imposte sono i soldi che i cittadini o le società versano allo Stato in cambio del  buon funzionamento dello stesso. Le tasse  sono, invece, il conto che lo Stato richiede sia saldato a fronte dell'erogazione da parte sua di servizi di pubblica utilità a cittadini e imprese. Ciò che ci interessa sono le imposte che possono essere pagate con metodo progressivo o proporzionale. Per maggiori e sintetiche info vedi qui.
In Italia attualmente vige il sistema progressivo che si fonda su più scaglioni, se non erro - :23 - 33  - 39 - 43%, in base alla dichiarazione reddituale. Secondo il principio, chi più ha, più paga.Sono, inoltre, escluse dal conteggio imposte come IVA o ICI.
Bene.
Questa capoccia di Rabushka - e la sua ricetta finora è stata applicata nei paese dell'Est tipo Romania, Estonia, con notevoli risultati - propone invece una brutale, ma efficace semplificazione.
La Flat Tax .
Pagare le imposte non più in maniera progressiva, ma proporzionale. Si prescinde insomma dagli scaglioni reddituali e tutti pagano a forfait un fisso in relazione al dichiarato. Per esempio se si decide che l'imposta sui redditi è del 30%., ci sarà chi paga questa percentuale su 25.000 Euro annui e chi su 150.000 Euro annui dichiarati. In questo modo vengono a cadere molte scorciatoie e pastoie che portano all'evasione fiscale.
Che possa essere questo il vero rimedio ai nostri mali ?
Chi può dirlo ? C'è chi ne elogia le virtù , chi i fiaschi. Io per conto mio penso che però bisognerebbe provare. Il sistema fiscale italiano lasciato, così com'è, fa solo danni, perchè troppo complesso, costoso , inefficiente,  ed inequo.

categoria: economia
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Apologia del Contante

scritto da gintonic76 il lunedì, 09 luglio 2007,08:26
Padoa Schioppa stima che l'economia nera in Italia abbia le proporzioni di 100 mld di Euro annui. 5 belle finanziarie. Numeri iimportanti. Un' anomalia italiana.
La battaglia al sommerso è stata tante volte annunciata e mai perseguita fino in fondo. Perchè in fondo il nero fa comodo a tutti. Guadagno soldi e sono NETTI, puliti puliti, esent'tasse. I primi a dare l'esempio sono i politici mazzattari che le tangengenti se le facevano pagare in valigetti piene di cash, aprendo poi conti cifrati oltr'Alpe, in qualche feudo finanziario fiscale, magari tropicale.
Poste Italiane da il suo contributo, sotto l'egida statale, per eliminare l'uso di questo dannanto contate, e vara l'operazione :
Concorso zero contanti
Per chi non usa i contanti, tanti premi in circolazione

Zerocontanti

Per vivere contento senza contanti,
cerca il bollino blu di BancoPosta.



Con questa faccetta idota.
Io sono contro a questa operazione. Il contante è utile. Sotto molti aspetti.
1) Ci dicono che le carte di debito e credito siano sicure. La realtà è esattamente opposta. Sono sempre più clonabili facilemnte con l'uso della tecnologia.
2) Con iol contante si impara a risparmiare. Con la carta si spendono anche i soldi che non si hanno.
3) In questo modo dal pto 2 discende che si alimentano senza posa il credito al consumo e il consumo attraverso mutui. Ossia
4) Le transazioni elettroniche sono il sistema di signoraggio attraverso le quali deleghiamo il controllo delle nostre vite a banche e assiurazioni. - Su questo tema tratterò prossimamente, dicendo la mia sulla controriforma del TFR.
Si badi la mia non è ideologia. Mi ci pulisco il culo con le ideologie. E' solo osservazioni di dati empirici.
5) Ci spiano nei nostri consumi e nelle nostre abitudini, targhettizzandoci sempre più come oggetti di marketing.
6) Si alimente l'ideologia del consumo infinito,  e quindi la nostra alienazione.
E alla fine della fiera aumenta la nostra infelicità. Ma su questo preferisco tacere, poichè chi è prefenuto mi avrà già mandato al diavolo e dirà che io sono il solito ciarlatano comunista.
categoria: economia
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Messer Flavio!

scritto da gintonic76 il mercoledì, 27 giugno 2007,08:04
http://www.bigspendermagazine.com/images/Power%20Breaker/7-Flavio%20Briatore%20and%20Naomi%20Campbell.jpg
Una volta tanto sono d'accordo con quel ciambellano tuttofare e senza fronzoli di Briatore. L'Italia così come sta andando non va. Tutti a spellarsi le mani per un tipo come Veltroni, che è da 30 e passa anni, che sta in politica ed è legato alle vedute sbagliate del vecchio Pci, in campo economico, e che certo non ha il carisma e la forze per tirare fuori idee nuove per gestire un paese complesso e molto complicato, come è il nostro. Che tra l'altro è cambiato più negli ultimi 15 anni, a livello sociale, che non dalla fondazione del Regno d'Italia.
In Italia c'è bisogno di snellire le leggi, di passaggi decisionali brevi, di obbiettivi concreti da raggiungere. Di poter licenziare in seno alla pubblica amministrazione i fannulloni. Di togliere rendite e prebende, di chiamare esperti internazionali alla guida delle istituzioni, per acquisire un moderno know-how. Togliere la fame di politica e invogliare la fame di idee. Fare più spazio alle donne. Lasciare più soldi in busta paga ai dipendenti, e non garantire più a nessuno le pensioni.  Chi la vuole [la pensione] se la paga da solo. Queste e tante altre cose sono da fare. Ci vuole un clima nuovo per ripartire. Anche con personaggi - non proprio perfetti, come il geometra da Verzuolo - che però hanno idee e carisma.
Leggi di piu qui e qui.

categoria: cultura, economia, media
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